[Anniversario] De brevitate vitae: il primo anno senza te

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È passato esattamente un anno dal fatidico evento che ti ha portato lontano da questa terra e in questo lungo e interminabile anno non c’è stato giorno alcuno che il mio pensiero sia andato lontano da te.

Spesso si cerca di occupare la mente con pensieri futili, con il lavoro o lo studio; si cerca nel pragmatismo e nella frenesia quotidiana di deviare l’oscurità della vita altrove. Qualcuno con facilità riesce nell’impresa altri, invece, no. Tu, cara mamma anche se hai trascorso una breve ma intensa vita non hai voluto sciupare il tempo a tua disposizione, sei stata in grado di annebbiare con lo studio, il lavoro, la scuola e, soprattutto, con l’amore verso i tuoi figli i tanti dolori che la vita ti ha dato.

Adesso questo arduo compito spetta a noi. Bimbi, rectius ragazzi, cresciuti troppo in fretta, diventati  uomini con ancora tanta necessità di averti accanto. Uomini, già! Perché non si diventa tali con l’avanzamento dell’età anagrafica ma con la continua esperienza sul campo della vita, con le gioie ma, in modo particolare, anche con le batoste.

Ho cercato anche io di creare una leggere foschia al continuo pensiero della tua scomparsa. L’abitudine era quella di vederti ritornare a casa tardi e per un lungo e modesto periodo tale pensiero ha portato i suoi frutti. Ma è con il calar del giorno che si rientra in quel vortice, in quel limbo, senza via di uscita. Dopo cena un silenzio tombale entra a casa e, ogni tanto, si può udir la sola vibrazione dello smartphone quando scambio dei messaggi con qualche amico/conoscente. Una visione angosciante. Come si suol dire in gergo siculo a la chiusuta di li porti che rimane il vuoto dentro; chi sta all’esterno continua la sua vita quotidiana, inizia non a dimenticare quanto accaduto ma ad archiviare.

Abbiamo trovato in alcune persone amore, affetto, disponibilità all’ascolto; segno che in te credevano e che in te ponevano grande fiducia. Standoci vicini potrebbe essere inteso come il vero grazie che ti rivolgono per esserci stata tu per loro, un grazie non consuetudinario come quando tra conoscenti si offre il caffè al bar, ma un grazie venuto dal cuore. Un grazie puro. Abbiamo anche, a dover di cronaca, avuto grosse delusioni.

Purtroppo dopo alcuni mesi dalla tua scomparsa un’altra torre del nostro castello è crollata: tua mamma, la nostra cara nonna, la nostra pietra miliare. Nella sua sofferenza ha cercato con il suo dolce sorriso, le sue tenere carezze e i suoi piacevoli consigli di sopperire temporaneamente alla tua assenza. Ma il crudele destino o il buon Dio, dipende dai punti di vista, l’ha voluto portare da te. Da ultimo anche una mia personale luce ha deciso di spegnersi troppo in fretta.

Ora che le tutte le torri sono state abbattute dovrà iniziare un nuovo percorso depurativo e rigenerativo, un percorso irto di ostacoli che dovrà portare alla rinascita di un nuovo, piccolo castello. Con la stella che sei tu, col pensiero rivolto a te cercheremo di tornare a sorridere.

Chiudo questa mia breve riflessione sull’anno passato con un tuo messaggio ricevuto la sera in cui mi trovavo dentro un frantoio oleario ed ero con il morale a terra. Un messaggio che possa essere di aiuto non solo a me ma a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere quanto ho scritto: Ogni persona ha un suo destino ma molto dipende anche da come si affronta la vita. Bisogna sempre  essere positivi e propositivi. Vedrai che si accenderà un sorriso”.

Ad maiora

Aurelio, tuo figlio.

[redazione]

6 pensieri riguardo “[Anniversario] De brevitate vitae: il primo anno senza te

  • 19 novembre, 2016 in 16:49
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    Questa lettera e’ segno di sensibilità e di amore per la persona più importante della propria vita. Vale anche per me, accomunato dallo stesso dolore. Mi son sentito e ti ho sentito vicino mentre leggevo, caro Aurelio, anche se forse, ma non è detto, non ci conosciamo.

    Risposta
  • 19 novembre, 2016 in 20:57
    Permalink

    La donna che è stata ha lasciato nel mio cuore un prezioso ricordo, da alunna voglio dirti caro Aurelio che è stata una donna dalle mille risorse….quando ho saputo di questa tragedia, mi sono riaffiorano tanti ricordi…una grande donna…..

    Risposta

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